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Legaforum
 

   Classifica Finale 2018-2019

 

 

 

 

1° A.S. Paulina Maria (Fede235)

2° Younes F.C. (Yeboah)

3° Real Ultima (Mark Mol)

 

 

 
Roma, Nuovi Fori Imperiali, Anno 2269

Gli oloturisti passeggiavano allegri sul decumano all’altezza del Foro di Traiano. Qui e là sorgevano negozi di souvenir che riproducevano manufatti dell’antica Roma, comodamente ordinabili con un veloce doppio battito di ciglia. La bonaria figura marmorea dell’ex Altare Della Patria, ora base dell’Obelisco del Progresso Scientifico, 655 metri di altezza nonché parafulmine della città eterna, si scorgeva oltre le colonne del Tempio ricreato con dovizia di particolari dalla Celletti Holographix Inc., multinazionale del settore.
Roma era ritornata Caput Mundi dopo secoli di declino, quando 250 anni prima, in Via Alessandrina, un pioniere dell’archeologitettura neoclassica diede spunto ad una serie di straordinarie scoperte archeologiche che spinsero la città ad ergersi come nuova capitale culturale dell’Italia prima e dell’Europa poi.
Riuscì a far fruttare la notorietà derivante dai primi ritrovamenti e pian piano, il suo brand diventò sinonimo di rinascita sociale, cominciando ad espandersi nei mercati, diversificando e investendo dalla musica alla cultura, dall’arte all’ingegneria, dall’ICT alle prime attività di terraforming.
Il simbolo delle varie aziende, era sempre lo stesso: La testa marmorea di una divinità, quella del suo primo ritrovamento nel 2019, che sormontava il suo logo F235, giallo e rosso e una barca a vela stilizzata che sembrava sparire nelle onde della chioma.
Alle soglie del trecentesimo anno di età, con le sinapsi impiantate in un corpo bionico con le sembianze di Francesco Totti, continuava ad osservare le sorti del suo impero dal suo cortile di casa, che un tempo si chiamava Piazza Navona, dilettandosi a fischiettare le principali arie delle opere classiche come ninna nanna ad una trentina di discendenti sotto i tre anni.
Poco più in là, gli amici di un tempo: il Cerulli, in abiti da oscuro signore dei Sith, i fratelli GianniCaro ed AntoCasta e il Francesco Totti originale, con i quali condivideva ancora un anacronistico gruppo di messaggistica telepatica denominato “Cialtroni”, nato secoli prima per il fantacalcio.
Dall’interno del vicino Colosseo si udivano le musiche che precedevano l’inizio della battaglia domenicale. I gladiatori più famosi contendevano la vittoria ad ogni sorta di nemico: dai personaggi dei fantasy ancora in voga alle creature mitologiche, fino ad arrivare ad androidi con armi inimmaginabili fino a due secoli prima. Lo spettacolo, organizzato dalla PaulinaMaria Entertainment Corp., si ispirava all’antico wrestling, richiamava decine di migliaia di spettatori reali sugli spalti e diversi miliardi al visore olografico.
Un successo planetario e non solo, visto che anche nelle colonie orbitali registrava percentuali di visione mai raggiunte in precedenza. Uomini, ibridi e donne erano letteralmente impazziti per questo genere di spettacoli, accanto al quale naturalmente fiorì un fantasy game che la FedeCellBet, azienda leader del settore, chiamò in omaggio ad un antico collega “FantaGuruFights”, gestito con efficienza da una serie di burocrati provenienti dalla Svizzera Espansa, nazione nata con una breve campagna di conquista del 2150, quando con un colpo di mano finanziario, acquistò la regione dei laghi italiana, il Tirolo, la Baviera e, naturalmente, l’Alsazia e la Lorena. Gli archivi dicono che il primo gran visir del FGF si chiamava Marchino Mollo.
I progressivi impianti di memoria e calcolo che nel tempo hanno sostituito il percorso scolastico e universitario hanno posto le basi di un mondo più efficiente, dove le risorse sono disponibili a tutti, non esistono più la povertà e la fame, chiunque può accedere alle informazioni. 35 miliardi di felici individui, fra terra e colonie extra mondo, dovevano il loro benessere ad un solo uomo vissuto 250 anni prima.
Tutto bello. Tutto felice. Tutto troppo, troppo irreale.


Roma, Complesso Celle di Tor Grande Sola, Anno 2269


Una squadra di incursori si insinua nelle tenebre, poco sotto la recinzione esterna, nella parte più remota della periferia di Roma, una megalopoli di oltre 35 milioni di abitanti, dei quali oltre il 90% dormienti.
La guida del gruppetto è un valoroso padovano dall’accento nigeriano, nome in codice: Yebo-Neo. Seguito dall’anziano longobardo Trimollinity e da un giovane cronista posizionato poco più indietro, Markeus, noto come “l’ultimo uomo”.
In precedenza i tre impavidi avevano superato la parte più ardua della recinzione, la trappola denominata “Stef-step”, dove si era arenato il percorso dei compagni: l’amico Antocasta si era sacrificato per lasciar passare i suoi compagni, impelagati nella infida palude Swansese, dove l’angoscia del disfattismo prende il sopravvento, tanto che anche l’atletico ma schivo Lupin è riuscito solo a guadagnare brandelli di tempo.
Le celle di stasi erano state approvate dalla nuova Società delle Nazioni insediatasi nel 2059, in risposta al sovraffollamento globale e all’inaridimento delle terre. Gli insediamenti su Marte non avevano dato i frutti sperati e le risorse non erano più sufficienti per 40 miliardi di individui: tutti gli uomini del pianeta furono obbligati ad accettare un contratto di sopravvivenza: 1 anno di veglia ogni 10 anni di stasi, con il positivo effetto del ringiovanimento delle cellule e l’allungamento esponenziale della vita media.
I costi energetici per mantenere attive le celle furono sin da subito estremamente alti. Il nuovo partito maggioritario al governo mondiale, la temutissima sigla FG, noti per la passione per lo sciacallaggio intellettuale ed espressione degli istinti più bassi della gente, si è sobbarcata la scelta più cruda e risolutiva: assicurare il benessere dei viventi del momento e staccare tutte le celle. Decimare la popolazione mondiale in un amen, ancora meno tempo di uno schiocco di dita.
“Nessun dolore” era il loro motto. “Non se ne accorgeranno nemmeno”, ripetevano come un mantra, per usare una delle parole a loro più congeniali.
Lo shutdown era previsto alla 35° settimana del 24° anno. La settimana successiva.
Le spie degli FG erano sempre vigili sul perimetro, pronti a replicare ogni movimento per studiarne le contromosse, ma il piano era semplice e diretto: salvare l’amico Fede, in stasi nella cella 235, impianto A, colonna A, a tutti i costi.
Yebo-Neo era il prescelto per la missione, per la sua verve offensiva partenopea, per la solida difesa, per la possente centralità del suo pensiero. Trimollinity e Markeus lo appoggiarono finché poterono, attirando le spie e staccando gli allarmi di sicurezza. Ma caddero, una settimana prima, come mosche.
Yebo-Neo rimase solo, nel cuore delle celle per una lunga settimana, riuscendo infine ad intrufolarsi fino alla cella di Fede235. Lo vide nel liquido inerte, abbracciato ad una testa di marmo e ad un trofeo fantacalcistico. Sorrideva ancora.
Yebo-Neo la riconobbe, era la Lega Forum del 2019, per la quale aveva combattuto alla grande fino alla finale, persa per un gol fortunoso ai supplementari. 250 anni prima l’aveva desiderata più di ogni altra cosa.
Si ritrovò lì davanti. C’era un pulsante blu e un pulsante rosso. Ebbe un secondo di dubbio.
Con il pulsante blu, FG avrebbe vinto, ci sarebbe stato lo shutdown e quell’antica coppa sarebbe tornata nelle sue mani. Con il pulsante rosso, Yebo-Neo avrebbe risvegliato l’antico avversario, salvandolo dallo shutdown, anche se la minacciosa FG avrebbe vinto lo stesso, non avendo mai avuto una vera resistenza che si opponesse a lei.
Il dubbio di Yebo-Neo durò appena un secondo. La cella si aprì e pian piano gli occhi di Federico si aprirono. Non c’erano più la sua Roma ricostruita, le sue aziende globali, il suo brand insuperabile, il suo cortile a Piazza Navona o il suo amico Francesco Totti.
Ma c’era l’avversario Yebo-Neo, degno di rispetto e riconoscenza.
Gli sorrise.

E soprattutto lei era ancora lì.
E sorrise ancora di più.
Su quella coppa c’era scritto:
A.S. Paulina Maria
Campione Lega Forum 2018/2019

 

COMPLIMENTI, FEDERICO

HAI VINTO LA LEGA FORUM 2018/2019

A.F.

 

 

Il Vincitore Lega Forum 2018-2019

 

 

Fede235

 

 

Yeboah

     

 

 

 

 

Mark Mol

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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